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Una cosa è leggere dei draghi e un’altra è incontrarli

Una cosa è leggere dei draghi e un’altra è incontrarli

Show:

Da piccolo i miei genitori mi raccontavano storie di draghi nobili, pronti a donare il proprio cuore a chi ne avesse bisogno e a difendere il regno dalle forze del male, ma si sbagliavano. I draghi, quelli veri, sono come raccontano le antiche leggende: esseri crudeli e intelligenti che provano piacere nel caos e nella distruzione.

L’importante non è il viaggio, ma la mappa che usi

L’importante non è il viaggio, ma la mappa che usi

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Questa è una storia di molti anni fa, che forse non ho mai raccontato a nessuno. Ho appena scoperto che Diablo è stato liberato dalla sua prigione di cristallo e sto per avventurarmi per la prima volta nelle catacombe di Tristram. Non ci sono luci se non poche torce lungo le pareti e l’unico sopravvissuto dell’avanguardia che ha cercato di esplorare queste rovine è morto tra le mie braccia, svelando il tradimento dell’arcivescovo Lazarus, che ha liberato altri demoni nelle catacombe, tra cui il Macellaio.
Mentre mi avventuro tra le tombe sotto la Cattedrale cerco segni del passaggio di questo demone sadico, per evitare che la mia testa venga tagliata di netto dal mio corpo con un singolo colpo di mannaia. Non esistono mappe di questi caotici cunicoli, o almeno così penso, e spesso un rumore improvviso mi rivela per il codardo che sono e corro verso l’uscita.

Fare la cosa giusta…

Fare la cosa giusta…

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“La cosa giusta”… Solo dire queste parole fa capire come questa “cosa” sia qualcosa di molto più grande di tutti noi e per questo molto difficile da capire.

Prendete Luke fon Fabre: Luke, protagonista di Tales of the Abyss della Namco, è l’unico erede del fratello del re di Kimlasca-Lavanladear e quando pensate a “una brutta persona” state pensando a qualcuno come lui.

Luke si ritroverà da solo, ma tales of the Abyss non è un deprimente gioco sul restare soli, è una storia di redenzione e persino una brutta persona come Luke, grazie all’amore, sarà in grado di riscattarsi e diventare l’eroe che ha sempre voluto essere.

Un po’ come Edward Kenway, protagonista di Assassin’s Creed 4: Black Flag della Ubisoft. Edward è un pirata inglese che farebbe qualsiasi cosa per diventare ricco e tornare in Inghilterra dalla moglie.

Come Edward mette da parte la propria sete di denaro, anche Max Payne mette da parte i propri principi e la propria moralità per fare quello che deve fare.

In Farenheit, o Indigo Prophecy, come è conosciuto in America, edito da Quantic Dream, invece mi sono trovato a dover giocare contro me stesso.

Se però penso a cosa significhi “Fare la cosa giusta”, nessun gioco secondo me lo spiega meglio di GTA 4, della Rockstar Games.

Le decisioni giuste vengono dall’esperienza, l’esperienza viene dalle decisioni sbagliate – Continue? 05

Le decisioni giuste vengono dall’esperienza, l’esperienza viene dalle decisioni sbagliate – Continue? 05

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Senza saperlo, mi ero innamorato dei giochi di ruolo ancora prima di prenderne in mano uno.
Era il 1994, credo, e sul 386 di casa avevo appena installato Indiana Jones and the fate of Atlantis. A quel tempo divoravo qualunque avventura grafica, meglio se della Lucas Arts, in pochi giorni e Indiana Jones si rivelò una delle più ostiche. La cosa che mi costrinse a rigiocarlo più volte fu scoprire che, con mio immenso stupore, c’erano ben tre finali diversi, che seguivano le scelte fatte nell’ultima parte del gioco, quella ambientata, appunto, ad Atlantide.

Il mio miglior amico si chiama Morte e non ha un corpo

Il mio miglior amico si chiama Morte e non ha un corpo

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Il mio ben noto amore per i giochi di ruolo è iniziato un pomeriggio di luglio del 1998. Io e un mio compagno di classe stavamo passeggiando in via Trieste a Brescia e mentre passavamo davanti a un negozio di videogiochi che ormai ha chiuso da parecchi anni, l’occhio è caduto ad entrambi sulla stessa scatola, che ho ritrovato ancora intatta l’altro giorno mentre riordinavo la soffitta: era Baldur’s Gate + Tales of the Sword Coast in edizione deluxe. Il giorno seguente, dopo aver recuperato abbastanza soldi dai rispettivi salvadanai/conti in banca, ci siamo fiondati in due a comprarne una copia ciascuno…

La paura più antica è quella dell’Ignoto

La paura più antica è quella dell’Ignoto

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Come Lovecraft ha scritto nel proprio saggio sull’orrore in letteratura “Il sentimento più antico e più radicato nel genere umano è la paura, e la paura più antica è quella dell’Ignoto”. A volte però, sapere che cosa ci aspetta fa ancora più paura.