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Epoca – Le Origini

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Accademia è in realtà la terza Campagna di ciò che noi chiamiamo Epoca, prima di essa ci sono state altre due storie vissute dai giocatori e dai loro personaggi: Epoca e Epoca Obsidio.

Le Origini racconterà della nostra prima campagna mai vissuta, per coloro che ci seguono, per chi è solo curioso e come sempre per condividere tutte le avventure e le emozioni che abbiamo provato in questi anni grazie al gioco di ruolo, grazie ad Epoca.

(CreditPhoto: Bastas – Illustrations and Artworks)Prologo

Da anni l’Impero Rosso aveva il controllo totale di tutti i territori conosciuti.
L’imperatore Epoca aveva conquistato, riunito e appacificato tutte le zone, solo pochi piccoli regni non erano sotto il suo controllo, tuttavia la maggior parte di essi avevano stretto patti di non belligeranza e commerciali con l’Impero, altri più semplicemente se ne restavano in silenzio per non incorrere nelle ire di Epoca, passivi ad ogni sua scelta.

La popolazione viveva in pace e in molti non avevano mai conosciuto la guerra, ma l’oppressione era tale da generare malcontento e desiderio di libertà. Gli Inquisitori viaggiavano per tutto l’Impero per controllare che venisse mantenuta l’obbedienza anche nei luoghi più distanti dalla capitale, dalla Torre Rossa da cui Epoca tutto vedeva.

Epoca, l’Imperatore Rosso, era temuto e venerato quasi fosse un dio. Nessuno lo aveva mai visto e si diceva che non fosse mai uscito dalla Torre Rossa, ma molte voci giravano sul suo conto, troppe e una meno credibile dell’altra.
La più diffusa era la voce che esistesse una prigione inespugnabile, enorme e terrificante in cui Epoca rinchiudesse i suoi nemici, quelli che non poteva uccidere. A seconda di chi raccontava la storia, la prigione poteva risiedere nella Torre Rossa stessa, nel sottosuolo, sepolta da metri e metri di terra; o era al di fuori dei confini del regno; o ancora in un piccola giara che l’Imperatore teneva sul comodino; c’era anche chi era convinto che fosse in tutti quei luoghi.

Le dicerie più vecchie si univano alle antiche leggende, pareva infatti che Epoca esistesse già ai tempi dei Cinque Dei, entità che governavano e reggevano le leggi e gli elementi del mondo: il Dio del Mare, il Dio dei Boschi e delle Foreste, il Dio della Terra, il Dio del Vento e il Dio della Morte.
La voce che circolava su questa versione era che grazie ad un manufatto chiamato Corno del Dimenticato, Epoca avesse ucciso il Dio del Vento, per dare nuovo equilibrio al mondo, riservandosi il ruolo di Imperatore delle terre conosciute per sé.

(Credit Photo: http://pixelcurse.com/digital-art/30-stunning-fantasy-architecture-illustrations)

Endotred e i Cento Cuori

Nel clima di oppressione e paura dell’Impero e con la cosante minaccia dei poteri dell’Imperatore Rosso, si sviluppavano in ogni dove moti di ribellione e cospirazione ai danni di Epoca. Gli Inquisitori Imperiali viaggiavano di città in città proprio per controllare la situazione, mantenere la pace e sedare ogni tipo di pensiero sovversivo con ogni mezzo.

Ad Endotred, un villaggio al centro della mappa, qualcosa che era poco più di un paesello di campagna, era previsto l’arrivo di un Inquisitore per l’esecuzione di un cospiratore contro l’Impero.
In una taverna di periferia si erano riuniti coloro che non riuscivano a dormire. Mentre l’oste li invitava a ritirarsi, uno dei presenti iniziò a parlare dell’esecuzione, di Epoca e dei Vecchi Dei. Furono in cinque ad ascoltarlo: un umano proveniente dal mare, una giovane nared, un tigar, un’elfa oscura ed il boia stesso.

Nella cantina della taverna riadattata a punto d’incontro, i cinque entrarono a far parte dei Cento Cuori, persone che si erano riunite per contrastare l’oppressione dell’Impero e iniziare una rivolta che avrebbe sollevato gli animi di tutti. Fu preparato un piano per la notte stessa, l’obiettivo era sabotare l’esecuzione del giorno seguente.
La fiamma della ribellione si era accesa, ma il piano era destinato a fallire.