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Epoca – Le Origini – La Ribellione

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(Credits: The Art of Animation )

Edim e il Vecchio Nhowan

Giunti ad Edim, città costiera ad est della mappa e la più importante della Baia dei Venti e dei Soli, i cinque cercarono una locanda in cui poter passare la notte senza dare troppo nell’occhio, si muovevano tra vicoli e strade secondarie quando Nycta si accorse che erano seguiti e avvertì il gruppo. Ci fu uno scontro in una via stretta e tortuosa tra due alte case da cui l’Edera uscì vittoriosa, ma non senza ferite, i rumori dello scontro attirarono l’attenzione delle guardie imperiali che iniziarono ad inseguirli. Ma l’Impero non era il solo ad aver visto le loro gesta: una porta si aprì sul buio ingresso di un rigattiere e loro vi si gettarono dentro nascondendosi dai soldati.

Ci volle un po’ di tempo prima che si accorgessero di non essere soli, la luce di una candela mostrò loro le pile di cianfrusaglie a terra e gli scaffali piedi di paccottiglia. Un anziano si fece avanti presentandosi come Nhowan, un collezionista di antichità che possedeva quel posto. Rust lo ringraziò subito a nome di tutti e chiese cosa potessero fare per sdebitarsi, il vecchio disse che effettivamente c’era qualcosa che potevano fare.

Nhowan li condusse al piano inferiore, niente più che una cantina dal soffitto basso completamente vuota. Fu il suono di catene smosse ad attirarli in fondo alla sala: una tigar dal pelo leopardato era stata incatenata mani e piedi al muro, accanto a lei vi era un rugoso uomo tartaruga, due bambini elfici dalla pelle scura e i capelli slavati che gli nascondevano il volto, un ragazzino dai capelli rossastri e le orecchie canine schiacciate contro la testa e un uomo dalla pelle bruciata dal sole e la barba bianca.

Nhowan rimase in silenzio impassibile alle voci dei cinque che lo imploravano di lasciar andare quelle persone. Non rispose alle domande rabbiose ed evitò gli attacchi diretti, quando Nhowan batté le mani le figure svanirono lasciando che l’angoscia sui volti dei presenti diventasse sorpresa e confusione, poi parlò con voce forte e non più increspata dagli anni.

Anche loro erano in cinque e aspiravano a rovesciare l’Impero, Epoca li aveva fermati, divisi e uccisi … era rimasto solo lui ormai. Se come lui l’Edera fosse stata pronta a perdere tutti, fosse stata disposta a sottomettere la propria volontà per la ribellione all’Impero allora li avrebbe aiutati.

L’odio che provava per Epoca era cresciuto negli anni fino quel giorno, sapeva che sarebbe giunto qualcuno infine, lo aveva visto, e alimentato da quella consapevolezza e dal desiderio di vendetta si era nascosto e aveva atteso.

Aprì un baule di ferro dalle grosse dimensioni, più lungo che alto, ed iniziò ad estrarre gli oggetti in esso contenuti dandoli in dono all’Edera.

(Credits: BrittMartin )

I Doni di Nhowan

La Lancia dei Sette fu donata a Rust, una lunga lancia di un metallo blu scuro che si diceva potesse tenere a bada fino a sette nemici se nelle mani di un guerriero capace.

La Cappa del Terrore andò a pesare sulle spalle di Azalyn, il rispetto dovuto a quel rosso cupo era pari a quello ispirato da un mostro d’ombra.

La Piuma dello Scriba fu invece affidata a Nycta, era una penna d’oca che rendeva incontestabile qualsiasi cosa che scrivesse in tono ufficiale.

Il dorso del Mangia Demoni fu accarezzato dalle dita di Yama’Shi, un libro rilegato in pelle umana che si sarebbe aperto solo in presenza di un demone e lo avrebbe divorato acquisendone il potere.

I Semi del Viaggiatore frusciarono ticchettando in un sacchetto di tela tra le mani di Giallo, erano semi di vari piante e altri sementi emettevano un particolare flusso magico tra le mani del tigar.

( Credits: Pietro Bastas )

L’Inquisitore

Nhowan li aiutò a nascondersi e ad armarsi, poi iniziò a raccontar loro dell’Inquisitore Olaf che vessava la città: un uomo crudele e spietato che usava le tasse come scusa per giustificare i pestaggi ad opera delle guardie, affamava i più poveri e viveva rintanato nella sua villa ai confini cittadini, era risaputo poi che avesse una sala per le torture da cui nessuno usciva mai vivo.

Il vecchio spiegò poi che se l’Edera voleva crescere avrebbe dovuto iniziare ad arrampicarsi sulla Torre Rossa partendo dalla sua base, continuò dicendo che compiere un gesto eclatante in una città importante come Edim e per giunta ai danni dell’Inquisizione sarebbe stato il primo passo per riuscire nella loro impresa. E issare il loro vessillo sul cadavere di Olaf sarebbe stato quel gesto.

Escogitarono un piano che prevedeva di infiltrarsi nella villa fingendosi un gruppo in visita alla cittadina, una nobildonna e la sua scorta armata.

E così fecero: Yama si finse una nobile estranea all’Impero, Nycta era la sua serva e traduttrice, Rust e Giallo le guardie e Azalyn il tutore e consigliere.

Ci fu un primo incontro, una cena e un duello. L’Edera si insinuò nella villa e osservò le stanza, conobbe l’Inquisitore, un uomo fin troppo giovane, ben tenuto ed elegante, e saggiò la forza della sua guardia del corpo, un energumeno alto quasi quanto Rust con il volto sfigurato da cicatrici.

Quella stessa notte si mossero e riuscirono a raggiungere la torre della villa dove vi fu un aspro scontro che fu però infine vinto, Olaf si rivelò essere in realtà l’uomo spacciatosi per guardia durante il giorno, Rust lo finì gettandolo da una delle grandi finestre della sua stanza, da quella stessa apertura fu calato lo stendardo dell’Edera: i simboli dei cinque dei circondati da edera su campo verde.

Nella sala delle torture, ben nascosta dietro una libreria, trovarono una giovane donna legata e svenuta, la salvarono e la portarono via con loro durante la precipitosa fuga attraverso la città.

Erano quasi giunti in porto quando furono fermati da un uomo che portava i vessilli dell’Imperatore, disse di essere il Primo Figlio, il Figlio Rosso di Epoca.

La battaglia fu terribile, la magia del fuoco usata dal Primo Figlio era devastante, metà della città fu coinvolta e distrutta, il Rosso era quasi riuscito ad estirpare l’Edera, ma non portò il colpo di grazia. Dalla sua esitazione il gruppo si rialzò e lo sconfisse, ma  quell’incontro lasciò a tutti una profonda amarezza nel cuore.