fbpx

Epoca – Le Origini – La Prigione Nascosta

( Credits: ArcaniA: Gothic 4 Concept Art )

La Prigione Nascosta

Si svegliarono in un bosco. Erano circondati da abeti, alberi enormi dai tronchi larghi più grandi di ogni altro abete che nessuno di loro avesse mai visto, erano piuttosto distanti gli uni dagli altri, ma il sottobosco era pressoché assente come una qualsiasi fonte di luce che potesse illuminare a più di qualche metro dal loro naso.
Vagarono per quelle che sembrarono ore, le domande che si ponevano erano sempre le stesse: si erano davvero scontrati con Epoca? Chi era quella sagoma indistinta che non si era mossa? Come era possibile fossero ancora vivi?

Non trovando alcuna risposta continuarono a camminare in quella notte perenne, di tanto in tanto sembrava loro di vedere una luce bluastra che li seguiva tra i tronchi, tra i rami, era agile e veloce.
Quando iniziarono a temere di essersi completamente persi e di camminare in un luogo vuoto, vittime forse di chissà quale magia, scorsero tra gli alberi la luce delle torce che illuminava una casa diroccata tra gli alberi. Entrarono senza pensarci un attimo, pensando che qualsiasi cosa si nascondesse al suo interno fosse meglio della cosa che li seguiva, qualsiasi cosa fosse.

Il posto era vuoto, ma si poteva capire che qualcuno ci abitava: il fuoco nel camino era spento, ma le ceneri erano ancora calde, al piano superiore vi era un letto disfatto e qualche abito buttato a giro. Nell’armadio trovarono degli abiti adatti a loro, quelli che indossavano riportavano i segni dello scontro con Epoca, non senza qualche timore li indossarono e cercarono qualcosa da mangiare al piano inferiore.
Mentre stavano per rinunciare e provare ad uscire ancora, il proprietario della casa aprì la porta e fece il suo ingresso. L’Edera si alzò di scatto in piedi temendo il peggio, ma quando la donna parlò non ci furono più dubbi: era Selina, la Figlia Nera di Epoca. L’elfa oscura rivelò di aver compiuto una magia su tutti loro, il sigillo che aveva usato era la ferita che aveva inflitto a Rust durante il loro duello.

Selina dovette spiegar loro tutto: era stato il Primo Figlio del Fuoco ad avvertirla della forza dell’Edera proprio prima di morire, il gruppo capì finalmente quella esitazione nell’ucciderli e perché sembrava si fosse lasciato sconfiggere ad Edim; entrambi avevano compreso come ci volesse una nuova forza nell’Impero, qualcuno che spodestasse Epoca e facesse risorgere quel mondo dalle sue stesse ceneri. Non era stato facile agire all’oscuro di Epoca stesso, di suo padre e dei suoi fratelli, ma era riuscita a rubare il Corno del Dimenticato e lo aveva suonato mentre Epoca li uccideva così aveva ucciso il Dio della Morte e la sua magia aveva potuto avere il giusto effetto. Si erano svegliati nella Prigione Nascosta di Epoca, senza più la morte a strapparli ai loro corpi erano potuti esser trasportati lì con quella magia e ora avrebbero potuto tornare e sfidare l’Imperatore con una nuova consapevolezza.

( Credits: Endre Penovác )

Lo Sbugiarda Maligni

Per andarsene di lì avrebbero dovuto rompere l’antica magia che gravava sul quel luogo, Selina aveva preparato anche quello, ma sapeva che non sarebbe stato affatto facile.
Vi era una lista di cose da fare per spezzare quell’incantesimo, avrebbero dovuto tradire un amico, uccidere una persona cara, giurare di servire la notte, perdere parte di sé stessi, lasciar morire un innocente davanti ai propri occhi, rinunciare ad un proprio ideale. Si resero ben presto conto che avevano compiuto quelle cose e che ormai non sarebbero più potuti tornare indietro.

Si presero del tempo per pensare. L’ultima parte del rituale prevedeva l’uccisione di colui che li aveva portati fin lì, prevedeva la morte di Selina.
Vagarono un po’ per il bosco oscuro lì intorno, la luce blu che avevano visto era sempre lì tra dei cespugli bassi, più vicina di quanto non lo era mai stata prima. Quando iniziarono a pensare che era meglio entrare, un miagolio, un semplice miagolio li fermò e li fece voltare verso la luce blu. C’era un gatto nero seduto su una roccia in mezzo agli arbusti secchi, vi era passato in mezzo senza problema alcuno nonostante le spine ben evidenti. Rimasero tutti fermi e ascoltarono con estrema sorpresa quello che il gatto aveva da dire. Lui era lo Sbugiarda Maligni e sapeva quando chiunque al mondo mentiva, Epoca stesso lo aveva rinchiuso là dentro perché lo temeva e non poteva ucciderlo. Erano nemici naturali lui e l’autoproclamato Imperatore.

Lo Sbugiarda Maligni disse che c’era un altro modo per uscire da quella prigione senza la necessità di compiere il rituale che aveva illustrato loro Selina, dovevano solo fidarsi di lui e l’unica cosa che voleva in cambio era la distruzione di Epoca.

L’Edera non rinunciò ai propri ideali e accettò la proposta del gatto.