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Epoca – Le Origini – La Guerra di Reden

( Credits: Zenbrush )

Reden

L’Edera giunse a Reden guidata dalle indicazioni di Iras, ma la prima notizia che arrivò alle loro orecchie appena approdati atterrì la giovane donna: suo padre, il vecchio Re era morto. Il dolore di Iras era immenso, ma la sua risolutezza non vacillò per un istante e si diresse immediatamente dal fratello minore Embrose, divenuto re.

Passarono altri giorni ritirati in consiglio con Re e funzionari nel tentativo di convincerli a scendere in campo contro l’Imperatore Rosso, ma erano contrari. Tra essi vi era il Mastro Inquisitore della città, l’uomo aveva la più forte influenza sull’opinione del Consiglio e riusciva a far negare ogni strategia e idea portata avanti dall’Edera.

Durante l’ultima riunione del Consiglio, Rust, Punta di Lancia, non si presentò, ormai era considerato Capo e portavoce del gruppo di ribelli e la sua mancanza segnò come definitiva la decisione di consegnare l’Edera ai generali di Epoca, in segno di scuse e buona fede.

Fu in quel momento che Rust entrò nella sala del trono assieme ad Iras, rivelarono di essersi sposati e uniti e che Rust era divenuto legittimamente Re di Reden.

( Credits: Fantasy Art Watch )

Guerra

Rust salpò per fermare la flotta di Epoca prima che essa raggiungesse a Reden, prima che fosse veramente inarrestabile. Il giorno dopo aver lasciato il porto sicuro dell’isola, il suono di un corno da battaglia echeggiò tra cielo e mare, nubi scure si addensarono sopra le navi della flotta di Reden mentre le onde al di sotto si gonfiarono diventando enormi, presto fu impossibile restare in piedi sul ponte o governare il timone.

Rust vide emergere dalle acque una creatura gargantuesca: si ergeva sul mare e superava le nuvole più alte, i contorni si perdevano tra gli spruzzi delle onde e la foschia dei cieli, era una massa scura che scuoteva aria e acqua.

La flotta di Reden fu decimata, Rust stesso si salvò per miracolo naufragando sull’isola e restando isolato per tre giorni; in quel tempo sulla spiaggia senza riuscire a muoversi per il dolore, comprese che il Dio del Mare era morto e l’Orrore aveva ripreso il suo posto nel mare.

Le truppe imperiali giunsero alla capitale in pochi giorni, erano guidate da due figli di Epoca: il generale Rosso, il secondogenito che aveva accolto l’eredità di fuoco del fratello maggiore prendendone anche il posto, e la figlia Nera, dal volto nascosto sotto un elmo di cupo ebano.

L’Edera si era asserragliata tra le mura sicure della città ed era pronta ad un assedio, Azalyn  fece schierare le truppe sui camminamenti e portò in punti strategici i soldati elfici. Tuttavia i due generali avevano portato sull’isola mostri terrificanti, che furono liberati durante la prima battaglia: una scolopendra di grandezza colossale si strinse intorno alle torri, distruggendole con il suo stesso corpo, un ragno gigante assalì gli arcieri elfici.

La battaglia si protrasse per due giorni, i mostri furono abbattuti e molti uomini dell’esercito imperiale perirono, ma le perdite furono ingenti anche tra le file dell’Edera: Nycta perse il proprio corpo osando compiere una magia proibita, la sua anima si nascose nella collana che le aveva regalato il fratello, il suo ricordo più prezioso; Rust e Yama si ridussero in fin di vita in uno scontro diretto contro il Generale Rosso, ma fu quest’ultimo infine a perire. La Lancia dei Sette, simbolo di Re Rust, si fuse perdendosi tra le fiamme del figlio di Epoca, ma l’uomo riuscì a proteggere l’elfa che si riprese con le cure magiche di Giallo.

( Credits: Sasha Vinogradova )