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L'Eroe di Mebury

Alla breccia, miei prodi, un altro assalto!

Alla breccia, miei prodi, un altro assalto!

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Da un grande potere derivano grandi responsabilità, ma un grande potere è anche in grado di accecare le menti più sagge. Figuratevi quella di Oswulf. E così il Re decide di affrontare Vonart Cutheard evocandone lo spirito al Nesso dei Mondi, dopo aver cercato di giungere ad un accordo con lo spirito di Endrik. Nemmeno i cieli sono grado di sostenere una seconda battaglia dei 4 eroi contro il Serpente che divora le ossa e la barriera che separava Erath dagli altri mondi si infrange sotto la brama di potere di Oswulf.

Il discorso del Re

Il discorso del Re

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Cittadini di Temes, non a Omley, non a Mebury, ma a Temes! La spendente Temes è la città dove l’Eroe, dove il sangue di Ardutan ha trovato il suo destino… Il sangue del sangue di Ardutan è qui, Re Oswulf Bavold! L’oracolo delle fiamme reclama la propria corona davanti al popolo di Temes, che si prepara all’imminente battaglia contro le forze del male. E nei sotterranei di una locanda trova anche il punto focale del Respiro, dove con la sua spada può richiamare qualunque creatura legata al Respiro, compresa Brumhilda, che questa volta pare essere sconfitta definitivamente, e con lei Mr K., che ha tentato di raggirare il novello Re.

Il ritorno del Re

Il ritorno del Re

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Dopo essere stati separati a causa della frana e dello scontro con Brumhilda, i nostri eroi si riuniscono in una Temes decisamente cambiata dalle parole di Alknos, mandati 18 mesi nel futuro e quindi sempre più vicini al completamento della profezia del risveglio dell’antico Drago a cinque teste. Oswulf però è tornato con la sacra corona di Ardutan ed è pronto a prendere il comando dell’esercito che questo anno e mezzo si è radunato nella città delle Norne, nonostante l’ira della buona vecchia Cater Bavold, la madre sempre più inacidita del nostro eroe di Mebury.

La corona e la spada

La corona e la spada

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Mr. K e Admer vengono divisi dal resto del gruppo da una frana e cercano di tornare in superficie per ritrovarsi con gli altri, che hanno ben altro a cui pensare che la sopravvivenza dell’oracolo degli antenati: appare infatti davanti a Krubal Brumhilda, la dama in nero che aveva già cercato di uccidere il coboldo e che è tornata per riprendersi la Malapietra. Decisi a non lasciargliela prendere, Alknos, Oswulf, Kriubug e Istvan cercano di sconfiggere i possenti nemici che gli si parano davanti. Istvan, morente come sempre, riesce però a trovare la corona di Ardutan.

L’ultimo lamento d’Inverno

L’ultimo lamento d’Inverno

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Dopo essersene andati dal semi-piano dell’aria dove i nostri eroi hanno recuperato gli stivali dell’armatura di Ardutan, Oswulf, Admer, Alknos, Kribug e gli altri attraversano l’ultima porta della casa di Papama, dove salvano la vita a un guerriero circondato da decine di zombie. Admer cerca anche di entrare in contatto con lo spirito di un altra creatura caduta sotto le grinfie dei non-morti, con il risultato di trascinare lo spirito di Mr. K nel corpo di Slaine. Questo spirito sembra conoscere molto bene il gruppo e Vonart e si rifiuta di abbandonare il corpo del padre di Admer finchè Vonart non avrà pagato i suoi peccati.

Homo homini lupus

Homo homini lupus

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Prosegue la cerca di Oswulf per recuperare l’antica armatura di Ardutan. Dopo aver incontrato Papama, la fata che presiede all’accesso delle 5 prove del Lamento d’Inverno, Admer scopre che il gigantesco barbaro che fa da guardia alla vecchia fata è il padre che l’ha abbandonato 75 anni fa alle fate. Con il suo aiuto il gruppo affronta un drago d’ossa, ma il provvidenziale fumble su linguistica impedisce di capire quale fosse l’origine di tale bestia.